Felicità è anche creatività: impariamo a concretizzarla

La creatività è uno strumento di crescita e di sviluppo sia individuale che collettivo; non possiede un significato chiaro e univoco, ma è un termine impiegato comunemente in molteplici situazioni. La creatività ci rende felici, perché in essa risiede la gioia del brivido dello sforzo creativo, di costruire e di essere liberi; può essere un valido strumento per combattere questo clima di crisi economica, di disoccupazione, e di apatia che nel nostro paese persiste da anni.

Come ci insegna il celebre scrittore Edward De Bono ” La creatività  è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi

Faccio un lavoro che mi consente di parlare molto con i giovani, e di conoscere i loro problemi, le loro difficoltà a trovare un impiego, molte volte ho trovato delle menti davvero molto creative, che mi facevano immaginare e quasi veder rendere concreto i loro progetti, il loro entusiasmo; ma che purtroppo per alcuni sono rimaste soltanto idee.

Dobbiamo rendere concreta la nostra creatività perché in essa risiede la sorgente del viver felice perché cattura il soggetto e lo coinvolge in una sfida continua.  Ognuno di noi ha delle attitudini alla creazione c’è a chi piace creare in cucina, chi invece ama fare il pasticciere, chi il gelataio, chi sfocia le proprie creatività nel lavorare il legno, chi invece vorrebbe creare prodotti agricoli, c’è a chi piace scrivere, inventare sul web, e chi invece sfocia nelle creazioni artistiche;  comunque sia, esiste una creatività diversificata ,  ma molte difficile da attuare.

Come ci insegna Eric Fromm “La creatività richiede il coraggio di abbandonare le certezze”.

Non lasciamo che queste nostre idee siano soffocate da un clima di tensione, che provocano i politici, i giornalisti, i qualunquisti che vogliono solo soffocarci e manipolarci e trasformarci in persone che sperano solo in un assistenzialismo collettivo, ma cerchiamo di pensare con le nostre menti e di guardare aldilà di ogni previsione economica.

Non tutte le prigioni hanno le sbarre: ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere, perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano limmaginazione, fonte di creatività.” Henri Laborit

Cerchiamo quindi di abbattere le prigioni e di liberarci dalle paure e dai condizionamenti, ma proviamo a rendere concreti i nostri obiettivi.

Amiamo fare un qualcosa? Allora concentriamoci sul nostro progetto, cerchiamo prima di tutto di realizzarlo per quelle che sono le nostre capacità. Se questo progetto ha bisogno di essere approfondito con degli studi, con un tirocinio, con un corso formativo, incontriamo una persona competente per materia, che ci aiuti a trovare delle soluzioni, sia su come muoverci e su come conseguire le abilitazioni necessarie. Una volta ottenuto le nostre abilitazioni immaginano con la nostra mente il nostro progetto, l’insieme delle attrezzature che ci necessitano. Cerchiamo allora le strade più vantaggiose per acquistare le nostre attrezzature, aiutiamoci anche col web che è uno strumento importantissimo in questi casi, ricordiamoci che però siamo delle persone disoccupate e che non possiamo permetterci di utilizzare grandi somme.  Cerchiamo di partire con le cose che davvero ci necessitano, e andiamo a guardare anche l’usato, affidiamoci sempre a un professionista che ci può indirizzare verso uno di quegli strumenti di finanziamento agevolati per i disoccupati, ma prima di tutto cerchiamo di essere creativi al massimo e adesso con questo termine intendiamo “innovazione”.  Essa non va intesa come una nuova scoperta, ma si può proporre sul mercato un prodotto già noto ma nuovo nella nostra formulazione. Prima di tutto concentriamoci sul nostro territorio, e cerchiamo di valorizzare ciò che esso ci offre, in campo di materie prime, di servizi, di strutture, di turismo e di necessità ecc. Facciamo un esempio pratico: vogliamo sviluppare la nostra creatività per fare il gelato che è un prodotto che ha origini antichissime e che risaputo da tutti, ma qui gioca la nostra creatività: nella maggior parte della gelateria esistono solo gusti standardizzati,  inventiamoci  gusti nuovi che possono valorizzarci anche dal punta di vista del territorio;  facciamo  un esempio,  e mi avvalgo della mia bellissima regione: la Calabria è famosa per i clementini, per la liquirizia di amarelli, per il bergamotto, per il cedro di Santa Maria ecc. e cosi via, ogni regione ha un suo prodotto che lo identifica. Sfruttiamo  i nostri   prodotti tipici territoriali e facciamo dei gusti particolari e nuovi,  che danno al nostro visitatore  il sapore e la freschezza delle nostre terre.  Cerchiamo anche l’innovazione nelle cialde: magari la sagoma di un pino silano, di un fungo, oppure di un peperoncino, diamo al nostro prodotto una nostra personalizzazione frutto di una nostra elaborazione creativa.  Una volta stabilito la nostra creazione, l’attualità del nostro progetto, ci dobbiamo muovere sulla promozione e sulla distribuzione del nostro prodotto. Quando pensiamo a un mercato di riferimento, non pensiamo solo al nostro ambito, ma abituarci a pensare in grande, l’Unione europea, la Globalizzazione cerchiamo di renderci conto che la nostra professionalità e la nostra vita, va oltre i nostri confini, abituarci a essere cittadini d’Europa e anche del mondo.

Ricordiamoci che“Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. Luomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo” Gian Pietro Bona

Usiamo  l’economia digitale per crearci  un sito tutto nostro,  dove ogni cosa deve essere frutto di una nostra creatività.  Un  sito impersonale con l’immagine delle nostre creazioni non cattura l’attenzione come dovrebbe,  ma dobbiamo abituarci a spiegare tutto cio’ che noi andiamo a proporre, arricchiamo con la storia , con aneddoti,  e anche con spiegazioni sulle proprietà delle nostre materie prime per il caso del gelato; ma ciò può essere fatto anche per qualsiasi altra creazione . Portiamo la nostra professionalità tipica territoriale nel mondo, così facendo non solo daremo maggior slancio ai nostri prodotti, ma soprattutto facciamo crescere anche la nostra nazione che da anni è stata penalizzata da politiche sbagliate, da persone che hanno approfittato, e che hanno soffocato anche quelle piccole imprese che erano sinonimo di qualità in cui la nostra nazione primeggiava.

“Ciò che si dovrebbe esaltare sarebbe la differenza intellettuale della creatività nella conoscenza attraverso leguaglianza economica e non come invece si fa nella nostra stupida società, la passività delluguaglianza intellettuale e la morte della creatività nellignoranza attraverso la disuguaglianza economica e sociale.”  Carl William Brown

L uso del web che ci da una finestra sul mondo  e ci permette di avvicinare chiunque e di farci conoscere.  Utilizziamo tutti i mezzi per far capire che i che nostri prodotti sono sinonimi di qualità,  e facciamo in modo che tale qualità sia riconosciuta. Tutto ciò richiede una creatività piena in ogni ambiente, sembra faticoso e sembra utopistico come idea, ma ci fa andare avanti e ci riempie di entusiasmo e se non altro ci lascia una ricchezza inestimabile, la possibilità di aver provato a rendere concreti i nostri sogni.

Ricordiamoci che:

 “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambiano la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.”            Martha Medeiros 

Siamo delle persone vive!  cerchiamo di attuare la nostra felicità  e liberiamo il nostro spirito creativo la dove trova la sua collocazione .

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